All’Acquario Romano debutta “Tosca e i Pupi Siciliani”: un incontro storico tra Puccini e l’Opera dei Pupi

All’Acquario Romano debutta “Tosca e i Pupi Siciliani”: un incontro storico tra Puccini e l’Opera dei Pupi

Il 5 luglio 2026, all’Acquario Romano di Piazza Manfredo Fanti, Roma ospiterà un evento destinato a lasciare un segno nella storia del teatro italiano: la prima assoluta di “Tosca e i Pupi Siciliani”, un progetto che mette in dialogo, per la prima volta, l’opera di Giacomo Puccini e l’Opera dei Pupi, riconosciuta dall’UNESCO come patrimonio immateriale dell’umanità.

L’iniziativa, firmata dal Teatro Vaccaro Mauceri di Siracusa e da Accademia Costume & Moda (ACM), è patrocinata dall’Assessorato alla Cultura di Roma Capitale e dal Coordinamento delle iniziative per la Giornata della Memoria, con la sponsorship di ESRI Italia, azienda leader nelle soluzioni geospaziali e nei sistemi informativi territoriali. Sul palco prenderanno vita oltre sessanta professionisti: artisti lirici, pupari, orchestrali, costumisti, sarti e maestranze specializzate.

Un’opera ripensata per un nuovo linguaggio scenico

La Tosca è stata ripensata in una versione di circa novanta minuti, costruita attorno ai momenti più intensi del dramma pucciniano:

  • l’incontro tra Floria Tosca e Mario Cavaradossi nella Basilica di Sant’Andrea della Valle,
  • il secondo atto a Palazzo Farnese, dominato dalla tensione con il barone Scarpia,
  • il tragico epilogo sui bastioni di Castel Sant’Angelo, dove risuona E lucevan le stelle.

I Pupi della Compagnia Vaccaro-Mauceri non imitano i cantanti, ma ne amplificano la presenza scenica: diventano un doppio visivo, un corpo simbolico che traduce in gesto e postura la potenza del canto lirico. Una sovrapposizione di linguaggi che non fonde, ma raddoppia l’espressività.

Musica dal vivo e costumi d’autore

A sostenere la drammaturgia sarà l’Orchestra Cilea, diretta dal Maestro Attardi, che restituirà la partitura pucciniana nella nuova veste concepita per l’evento.

I costumi sono stati realizzati dagli studenti del Diploma Accademico di Primo Livello in Costume e Moda di ACM, coordinati dal Maestro Andrea Viotti, Direttore del Dipartimento Costumi. Nei laboratori del nuovo Campus romano, gli studenti hanno lavorato per mesi alla creazione di abiti pensati per dialogare con la gestualità dei Pupi, esaltandone movimento e presenza scenica. Una sintesi originale tra sartoria, artigianato teatrale e ricerca contemporanea.

Un luogo simbolico: l’Acquario Romano

La scelta dell’Acquario Romano, oggi Casa dell’Architettura, ha un valore fortemente evocativo. L’edificio, inaugurato nel 1887, custodì per decenni le scenografie del Teatro dell’Opera di Roma, lo stesso teatro in cui la Tosca debuttò il 14 gennaio 1900.

Oggi quelle mura tornano ad accogliere il melodramma, ma in una forma nuova: un ponte ideale tra Siracusa e Roma, tra Ortigia e l’Esquilino, tra la tradizione popolare dell’Opera dei Pupi e la grande sartoria del costume d’opera.

Un incontro di linguaggi, non una fusione

“Tosca e i Pupi Siciliani” non propone una contaminazione, ma il riconoscimento di una fratellanza profonda tra due forme teatrali che condividono la stessa radice: l’epica, il gesto assoluto, la voce come strumento di verità.

Un esperimento scenico che celebra la memoria, la tradizione e la capacità del teatro di reinventarsi senza perdere la propria identità.

Redazione Regionelife

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