Repubblica Italiana e Statuto Siciliano, ottant’anni dopo

Repubblica Italiana e Statuto Siciliano, ottant’anni dopo

All’ARS studenti a confronto con storici e costituzionalisti sul futuro dell’Autonomia speciale

PALERMO — Ottant’anni dopo la nascita della Repubblica Italiana e dello Statuto Siciliano, l’Autonomia speciale continua a interrogare le nuove generazioni. Quanto è ancora attuale? Può rappresentare uno strumento di sviluppo e creare nuove opportunità occupazionali? Serve una riforma?

Sono questi alcuni dei temi al centro della tavola rotonda organizzata dall’Ufficio scolastico regionale per la Sicilia e dall’Assessorato regionale dell’Istruzione e della Formazione professionale, ospitata nella Sala Piersanti Mattarella dell’Assemblea Regionale Siciliana.

Protagonisti dell’incontro sono stati gli studenti degli istituti superiori siciliani, che hanno rivolto domande e riflessioni a storici e costituzionalisti sul significato e sull’evoluzione dell’Autonomia siciliana, nata nel 1946 in uno dei momenti più delicati della storia italiana, all’indomani della Seconda guerra mondiale e del referendum istituzionale che sancì la nascita della Repubblica.

A confrontarsi con i giovani sono stati Carlo Verri, docente associato di Storia contemporanea all’Università di Palermo, Andrea Miccichè, associato di Storia contemporanea all’Università Kore di Enna, Giuseppe Verde, ordinario di Diritto costituzionale dell’Ateneo palermitano, e Fabrizio Scimè, segretario generale dell’Assemblea Regionale Siciliana.

Il dibattito, moderato da Gioacchino Lavanco, ordinario di Scienze psicologiche dell’Università di Palermo, ha ripercorso ottant’anni di evoluzione normativa e politica dello Statuto siciliano, trasformando l’iniziativa in un momento di approfondimento storico e costituzionale rivolto a dirigenti scolastici, docenti, studenti e personale amministrativo dell’USR Sicilia e degli Ambiti territoriali, presenti in sala e collegati da remoto.

A chiudere l’incontro è stato l’onorevole Enrico La Loggia, già ministro per gli Affari regionali, che ha offerto una testimonianza personale sulla nascita dello Statuto Siciliano attraverso gli scritti del nonno Enrico La Loggia, tra i protagonisti della stagione autonomista e della stesura dello Statuto, e del padre Giuseppe, presidente della Regione Siciliana negli anni Cinquanta.

Ad aprire i lavori l’esecuzione dell’Inno nazionale da parte di una rappresentanza del liceo musicale “Don Colletto” di Corleone. In chiusura, una delegazione del liceo musicale “Regina Margherita” di Palermo ha eseguito l’inno ufficiale della Sicilia “Madreterra” e l’aria “Lascia ch’io pianga” dal Rinaldo di Händel.

«Con questa iniziativa abbiamo voluto offrire strumenti di lettura per comprendere la complessità del presente in un tempo di profonde trasformazioni — ha dichiarato il direttore generale dell’USR Sicilia, Filippo Serra —. La scuola deve essere luogo di trasmissione dei valori costituzionali e di costruzione della memoria storica».

Per l’assessore regionale all’Istruzione e Formazione professionale, Mimmo Turano, l’incontro «ha rappresentato un’occasione di studio e riflessione sulle ragioni storiche dell’Autonomia siciliana e sul valore costituzionale dello Statuto, approvato nel 1946, due anni prima della Costituzione italiana».

pippo cascio

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