Davide Faraone: A Noto il pronto soccorso aperto dodici ore. Come un bar

Davide Faraone: A Noto il pronto soccorso aperto dodici ore. Come un bar

Un sopralluogo senza preavviso, senza scorte né telecamere. Solo medici, infermieri e pazienti. È quanto avvenuto negli ospedali di Avola e Noto, dove la realtà quotidiana della sanità pubblica si rivela ben diversa da quella riportata nelle tabelle ministeriali: reparti che sulla carta risultano attivi ma che nei fatti non esistono più, servizi dichiarati funzionanti che invece sopravvivono a fatica. A Noto, il pronto soccorso è aperto soltanto dodici ore al giorno, come un bar e non come un ospedale. “A chi mi accusa di esagerare quando dico ‘nemmeno in Uganda’, rispondo che l’esagerazione vera è questa: nel 2025, in una provincia italiana e in una Regione d’Europa, avere un pronto soccorso a mezzo servizio.” Gli operatori sanitari restano l’unica vera forza di questi presìdi: medici e infermieri che, nonostante carenze di personale, strumenti insufficienti e reparti chiusi, continuano a garantire assistenza con dedizione e professionalità. Ad Avola l’Ortopedia non risulta operativa, a Noto non esiste ancora un atto ufficiale che ne sancisca il ripristino. I posti letto di riabilitazione e lungodegenza sono parziali e il territorio resta scoperto. Un quadro che stride con gli obiettivi dichiarati del PNRR, nato per ridurre le disuguaglianze territoriali e rafforzare la sanità di prossimità. Invece, nel comprensorio sud di Siracusa — oltre 60 mila abitanti — si assiste a un progressivo ridimensionamento dei servizi: un ospedale dimezzato e un altro smantellato. “Non è una battaglia di campanile, ma una battaglia di giustizia sanitaria. Perché la salute non può dipendere dal codice di avviamento postale, né dai rapporti di forza nei partiti o nei feudi elettorali.” Per affrontare l’emergenza viene lanciato un piano in sette punti concreti: riattivare immediatamente il reparto di Ortopedia a Noto, garantire l’apertura H24 del pronto soccorso, completare i posti letto post-acuti, istituire un modulo di ortogeriatria, verificare ufficialmente l’intera rete ospedaliera Avola–Noto, garantire trasparenza sulla reale dotazione dei reparti e assicurare uniformità dei servizi su tutto il territorio. La sanità non può essere terreno di scontro politico, ma deve tornare a essere un diritto garantito e accessibile a tutti. “Quando un pronto soccorso apre solo dodici ore al giorno, non è la politica che chiude: è lo Stato che abdica.”

Redazione Regionelife

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