Mobilità tra comuni e reti di relazioni politiche. Carta risponde a Nicita

Mobilità tra comuni e reti di relazioni politiche. Carta risponde a Nicita

Scambio di dichiarazioni tra il senatore del Partito Democratico Antonio Nicita e il deputato regionale di Grande Sicilia Giuseppe Carta, sul tema della mobilità tra comuni e sulle dinamiche delle relazioni politiche. La prima uscita è stata quella del Dem Antonio Nicita che ha rilasciato un comunicato accendendo la polemica politica  :”Da ripetute segnalazioni apparse sulla stampa, in questi mesi, emerge, in provincia di Siracusa, un quadro fitto di relazioni, scambi di personale, mobilità intermittente, chiamate, distacchi, scorrimento di graduatorie con successivi trasferimenti, incarichi professionali tra comuni della nostra provincia, estesi ora al Libero Consorzio provinciale, secondo alcune ricostruzioni condotte da La Civetta di Minerva di Siracusa. Il quadro è talmente fitto che non si riesce a stargli dietro. Ci sono concorsi con graduatorie corrette e ricorrette, in autotutela, cui attingono diversi comuni, ma con assunti che poi dopo brevissimo tempo, vengono trasferiti ad altri comuni. Ci sono dirigenti in un comune che hanno incarichi in un altro. Ci sono assessori e consiglieri comunali che sono dirigenti o dipendenti in altri comuni. Si succedono questioni, oggetto di interrogazioni parlamentari comunali, regionali e nazionali, da parte di diverse forze politiche di opposizione, che ripropongono con forza il tema dei conflitti di interesse che interessano consiglieri comunali o assessori.

Occorre al più presto ricostruire dettagliatamente queste “mappe di relazioni”, con attenzione, per comprenderne la natura, non solo dei singoli casi ma dell’architettura sistemica degli stessi, al fine di escludere che essa sia, non l’esito di imprevedibile casualità, ma il risultato strategico e perseguito di accordi o ‘favori’ politici e personalistici i quali – finalizzati alla gestione del consenso e di patti politici – possano piegare gli interessi superiori, collettivi e pubblici, delle istituzioni a interessi di parte di varia natura.

Un’indagine che va estesa anche alle modalità di assunzione in società pubbliche e miste di servizi e alla eventuale riconducibilità di tali modalità a reti di relazioni politiche. Su questi temi ho chiesto ai consiglieri comunali del PD in vari comuni, ove presenti, di acquisire informazioni per inviare una richiesta urgente di incontro a Sua Eccellenza il Prefetto, riservandomi eventuali azioni parlamentari e istituzionali.

A stretto giro è arrivata la risposta di Giuseppe Carta che ha sfidato sullo stesso argomento il Senatore Nicita invitandolo però a guardare dentro il suo campo  “Condivido e sono pronto a sottoscrivere la richiesta del Senatore Nicita  per l’incontro istituzionale ma anche a collaborare per la ricostruzione del quadro delle assunzioni e mobilità sul quale richiede chiarezza.  Si potrebbe cominciare ad esempio con il caso della consigliera del Suo partito assunta nello stesso ente in cui svolge il ruolo di consigliere comunale. Si potrebbe inserire anche la vicenda della consigliera comunale il cui padre è dirigente in un comune vicino e, nel contempo, è stato anche socio in alcuni lavori eseguiti con esponenti dell’attuale politica francofontese. Potremmo anche citare il caso della moglie del Consigliere Comunale di Augusta del suo partito che lavora in una Azienda che opera nel settore dei rifiuti che ha presentato un progetto per il trattamento di rifiuti speciali e pericolosi da realizzare nel territorio megarese su cui né il Senatore né tanto meno il marito consigliere ha mai proferito parola. Dovremmo continuare poi certamente con il trattare l’imbarazzante questione di opportunità politica relativa al Consigliere comunale di Siracusa che assiste  – quale legale di fiducia –  alcuni colossi industriali in vari processi in cui la Procura contesta persino il reato di disastro ambientale (comune di Siracusa, ente che rilascia l’autorizzazione integrata ambientale). Infine a mio giudizio dovremmo pure approfondire la questione relativa alla realizzazione di sconfinati impianti  fotovoltaici  prevista tra i comuni limitrofi a Melilli, per la cui costruzione vorrebbero smantellare un intero quartiere imponendo a molti residenti di sloggiare. E sul punto dovremmo pure chiederci come mai il comune in questione retto da esponenti del Suo partito  non si è opposto presentando ricorso innanzi al TAR come invece ha fatto il Comune di Melilli a tutela dei propri cittadini e del Territorio. Ecco, se lo spirito della iniziativa del Senatore Nicità è quello di accendere il “faro” su tutto senza pregiudizio, io ci sono. Se così non è, allora, si vuole solo  intimidire per cercare nel contempo di acquisire visibilità politica.  Per questo motivo chiedo ai Sindaci  della provincia di Siracusa di mobilitarsi contro questi attacchi continui e persecutori, che spuntano solo dopo le elezioni di 2 livello per l’individuazione del comitato di Sorveglianza di AretusaAcque.

Redazione Regionelife

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