Incendio Ecomac, l’esito delle analisi ARPA: rilevate diossine a Melilli

Incendio Ecomac, l’esito delle analisi ARPA: rilevate diossine a Melilli

Sono stati registrati diversi superamenti per quanto concerne il benzene, gli idrocarburi non metanici e l’idrogeno solforato. Le zone più colpite da tali concentrazioni risultano essere quelle di Augusta e di Priolo

Tra il 5 e il 7 luglio 2025 un devastante incendio ha colpito lo stabilimento Ecomac, nella zona industriale di Augusta. La nube nera che si è sprigionata dall’impianto ha destato preoccupazione in tutta la provincia di Siracusa, spingendo ARPA Sicilia a monitorare costantemente la qualità dell’aria nelle 13 stazioni dell’AERCA (Area ad Elevato Rischio di Crisi Ambientale).

la Regione Siciliana ha istituito oggi un gruppo di lavoro coordinato dalla Protezione civile regionale. Ne fanno parte Asp, Arpa, Vigili del Fuoco e i Comuni interessati, con l’obiettivo di monitorare e gestire le ricadute ambientali e sanitarie provocate dalla nube tossica.

Proprio ieri l’Asp di Siracusa aveva diffuso indicazioni prudenziali sull’uso dell’acqua e sul consumo di frutta e verdura coltivate in zona, mentre oggi sono arrivati i primissimi dati delle analisi dell’Arpa mentre l’area dell’incendio è ancora presidiata giorno e notte dalle squadre dei Vigili del Fuoco, ancora in lotta con vecchi e nuovi focolai.

Questi dati mancano dei riferimenti su diossine e furani, sostanze pericolose ed altamente tossiche, mentre si registrano diversi superamenti per quanto concerne il benzene, gli idrocarburi non metanici (con picchi importanti) e l’idrogeno solforato.

Le zone più colpite da tali concentrazioni sono state quelle di Augusta e di Priolo mentre gli inquinanti oggetto della relazione di Arpa sono:

  • NO2 (biossido di Azoto)
  • SO2 (biossido di Zolfo)
  • NMHC (idrocarburi non metanici)
  • benzene
  • H2S (idrogeno solforato)
  • PM10 e PM2.5

Continuando a leggere l’articolo vengono riportate alcune delle informazioni più importanti del rapporto ARPA: https://www.arpa.sicilia.it/download/analisi-dei-dati-di-qualita-dellaria-aggiornamento-10-07-2025/?wpdmdl=48437

Cosa è successo all’aria che respiriamo?

I dati raccolti tra il 27 giugno e l’8 luglio raccontano una storia in tre atti:

Fase iniziale (5-6 luglio): dispersione moderata. Venti provenienti da nord-ovest hanno spinto i fumi verso sud-est, limitando accumuli locali. Nessun superamento dei limiti per SO₂ e NO₂, ma primi segnali di aumento per benzene e polveri sottili.

Fase critica (7 luglio): ristagno e accumulo. L’assenza quasi totale di vento ha creato una “campana” di inquinanti nei bassi strati atmosferici.

Questo ha favorito:

  • Picchi di benzene fino a 36 µg/m³ a Priolo e oltre 15 superamenti ad Augusta-Megara.
  • Idrocarburi non metanici (NMHC) schizzati fino a 1.642 µg/m³ (soglia di riferimento: 200 µg/m³).
  • Particolato PM10 a 108 µg/m³ (limite: 50 µg/m³) e PM2.5 sopra i valori OMS in più stazioni.
  • H₂S (idrogeno solforato) con odori percepibili dai cittadini e 13 superamenti della soglia olfattiva.

Fase finale (8 luglio): ventilazione e diluizione.Il vento ha ripreso a soffiare, favorendo la dispersione del plume verso il mare. Tuttavia, ad Augusta-Megara restano elevate concentrazioni di benzene e PM10.

L’ARPA sottolinea che l’incendio ha rilasciato inquinanti pericolosi come benzene e polveri sottili, noti per i loro effetti tossici e cancerogeni. Si attendono ancora i risultati delle analisi su diossine e furani, avviate dal 5 luglio con campionatori ad alto volume.

Le aree più colpite

Il sistema NOSE ha registrato un picco di segnalazioni da Augusta e Melilli il 7 luglio, quando numerosi cittadini hanno avvertito “forte odore di bruciato” e fastidi respiratori

Secondo i modelli di dispersione elaborati da ARPA e CNR, le zone più a rischio si trovano entro 2-3 km dallo stabilimento:

Il presidente della Regione Renato Schifani ha assicurato il massimo supporto operativo e istituzionale, sottolineando che la salute dei cittadini e la sicurezza del territorio restano priorità assolute. Il capo della Protezione civile regionale, Salvo Cocina, è già in contatto con i sindaci e le autorità locali per coordinare gli interventi.

Redazione Regionelife

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